venerdì 9 giugno 2017

L'importante è vincere: Da Olimpia a Rio de Janeiro

L'importante è vincere: Da Olimpia a Rio de Janeiro

My rating: 4 of 5 stars

Mi piace leggere delle Olimpiadi antiche già da quando studiai per l'esame di Storia dello Sport e dell'Educazione Fisica e mi piace anche raccontare ai miei studenti cosa ci accomuna al popolo che ha dato l'imprinting alla nostra civiltà, almeno sotto l'aspetto dello spirito competitivo con le dovute differenze che, a ben vedere, non sono poi così distanti.
Questo testo degli autori Cantarella e Miraglia va a completare le mie conoscenze che ho trovato nel tempo, sia su altri testi, sia nelle varie pubblicazioni che escono prima di ogni Olimpiade.
Qui, in particolare, sono simpatici i paralleli tra atleti del nostro tempo come Carl Lewis, Emil Zátopek, Usain Bolt e Teófilo Stevenson, che hanno raggiunto per numero di vittorie coloro che vincevano il "periodos", il circuito agonistico nei giochi Pitici, Istmici, Nemei e Olimpici; una sorta di "Grande Slam" dell'antichità.
Una nota: è la prima volta che leggo del salto in alto come disciplina antica, non ho nemmeno mai visto riferimenti iconografici, mentre per tutte le altre gare sì.



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