martedì 10 gennaio 2017

W.A.R. - Weapons, Androids, Robots: W.A.R. 1

W.A.R. - Weapons, Androids, Robots: W.A.R. 1 (Robotica.it)

My rating: 5 of 5 stars

Della letteratura di Dario Tonani ho già scritto in precedenti review quanto sia capace di creare atmosfere distopiche.
Questi due racconti, i primi della serie W.A.R., sono ambientati in situazioni belliche che, oltre alla loro intrinseca durezza, sono caricati dell'angoscia che l'autore riesce creare con i personaggi alle prese con esseri ibridi, capaci di accentuare il senso di impotenza, di disperazione, di alienazione generate da meccanismi devastanti.

Un consiglio durante la lettura: tenere la luce accesa.

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giovedì 29 dicembre 2016

Contro la comunicazione

Contro la comunicazione (Vele Vol. 7)

My rating: 4 of 5 stars

Libro che esprime concetti relativamente facili con modalità difficili per i non addetti. E io non essendo una filosofa ho trovato alcune difficoltà a cui, però, ho dato un peso relativo. Ho cercato altro.

Sembra che il nocciolo della questione sia comunicazione vs estetica, ed è solo verso la fine del libro, ricco di riferimenti a diversi autori della storia della filosofia, che si riesce un po' a connettere i discorsi precedenti, riportandoli ad un contesto generale e più globale, che si esprime in un conflitto tra potere della comunicazione e "disinteresse interessato". Quest'ultimo presente in forma marginale, ma espressione estetica "più radicale e coerente", fatta per lo più di capitale culturale, come alternativa all'economia retta dal capitalismo.

Questo è uno tra i tanti concetti che emerge dalla lettura che, volendo approfondire, andrebbe fatta con un approccio più lento e riflessivo.
In ogni caso volendo estremizzare la sintesi, il testo mi rimanda alle stesse problematiche che suggeriscono l'agonismo vs il gioco il cui aspetto esteriore a volte coincide, ma molto spesso sono attività caratterizzate da profonde differenze sostanziali sotto molti aspetti.

Se si ha un ruolo educativo, professionale e culturale è opportuno leggerlo.

domenica 11 dicembre 2016

Il ciclo di vita degli oggetti software

Il ciclo di vita degli oggetti software

My rating: 3 of 5 stars

La trama è strutturata male: prolisso e noioso per i primi tre quarti, interessante per i temi proposti, ma risolto in modo non soddisfacente, l'ultimo.
E' un peccato, perché l'autore poteva sfruttare la bella idea dell'evolversi della personalità dei "digienti" attraverso il training dei proprietari.
Sono tante le questioni emotive ed etiche messe sul piatto; i robot sono oggetti o possono ambire ad una propria autonomia? Chi li costruisce pensa ad avere solo dei prodotti commercialmente redditizi o ne accetta una propria dignità assimilabile a quella umana?
Entrambe le questioni rimangono aperte, tanto da prefigurare un sequel.

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lunedì 5 dicembre 2016

Innovazione didattica. Subito!

Innovazione didattica. Subito!Innovazione didattica. Subito! by Emanuela Zibordi
My rating: 5 of 5 stars

Sono l'autrice di questo testo.
E' un manuale metodologico frutto delle mie proposte nei corsi di formazione per docenti sulla didattica e nuove tecnologie.
Te lo consiglio se sei un insegnante o un formatore perché consente con un unico strumento, Google documenti, di mettere a punto una didattica innovativa in termini collaborativi, costruttivi e connettivi.

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domenica 13 novembre 2016

Vita

Vita

My rating: 5 of 5 stars

Meglio di un romanzo.
Sulle doti divulgative della Scienza di Boncinelli non avevo dubbi. Ho letto infatti alcuni testi che trattavano soprattutto di neurologia e neuroscienze, sempre affrontati con una visione ampia, olistica, profonda dell'argomento.
Questo non fa eccezione e, leggendolo, ho pensato che è tra quelli che io definisco libri "veri". Ne parlavo proprio alcuni giorni fa con le mie studentesse di quinta liceo che non amano particolarmente le Scienze, le studiano perché sono diligenti, ma per loro rappresentano un mondo lontano ai loro bisogni culturali.
La ragione che mi sono fatta è perché l'approccio scolastico è soprattutto tecnico, complici i manuali in uso.
Lo stesso autore, invece, dice: La vita insomma è una collezione di fenomeni naturali in cui sono quasi più importanti le condizioni iniziali che le leggi. Di fatto, quasi non si enunciano leggi in biologia, ma si fa il più delle volte una narrazione; si racconta quella che una volta veniva chiamata "storia naturale";...
Questa affermazione supporta la mia idea che, prima di studiare nel dettaglio i processi biologici, bisogna capire il senso generale, pur nella complessità della materia. E' necessario, se non indispensabile, tentare di avere una visione globale, poi successivamente entrare nel particolare e capire i meccanismi intrinseci.
A loro ho consigliato caldamente di leggerlo. Probabilmente non lo faranno. I colleghi di Scienze, molto presi dai programmi imposti dalle case editrici, altrettanto.
Un peccato non riuscire a cogliere queste occasioni educative.

Di tutti i concetti espressi dall'autore mi è piaciuto quello riguardo la componente di casualità che, insieme al codice genetico e all'ambiente, forgia la nostra unicità.

Da leggere, a prescindere dagli interessi personali dei generi letterari.