giovedì 15 febbraio 2018

L'armata dei sonnambuli

L'armata dei sonnambuli

My rating: 5 of 5 stars

E' un bel romanzo che racconta i fatti avvenuti a Parigi tra il 1791 e il 1795, dove anche i personaggi e le vicende popolari hanno i nomi di uomini e donne realmente esistiti, alcuni più famosi di altri. Questo si scopre al termine del libro e, bravi i Wu Ming ad intrecciare le storie parallele dei protagonisti con le leggende che si sono tramandate di cui, inevitabilmente, si ha poco riscontro storico.

Magnetismo, elettricità, scienze che fanno capolino come l'embrione della neurologia o della psicologia, che si svilupperanno nei secoli successivi con medici come Charcot, maestro di Freud, che continueranno i primi esperimenti sull'ipnosi, chiamato nel testo sonnambulismo, alla Salpêtrière di Parigi.

E poi c'è la Rivoluzione con le sue speranze e il suo terrore, la miseria, le restrizioni, ma anche le idee forti arrivate fino a noi e molto coraggio, probabilmente scatenato dalla fame e dalla disperazione.

Sono ottocento pagine che si leggono con il ritmo da thriller, ben congegnato, scorrevole e con inserti documentali dell'epoca.
Nella drammaticità degli eventi, il personaggio Scaramouche ci risulta subito simpatico perché attore del vero e, soprattutto, emigrato bolognese.

martedì 16 gennaio 2018

Sognare e scrivere

Sognare e scrivere

My rating: 4 of 5 stars

Di quei libricini che si comprano e si dimenticano sul kindle. Sono andata a cercare gli acquisti un po' a ritroso e, trovandolo, l'ho letto molto volentieri, compresa la biografia di J.L.B. in coda.
Essendo un libro piccolo dice cose molto concentrate sul suo ruolo di scrittore e quello, soprattutto, di lettore che capisco meglio. Ma anche riflessioni di un uomo che sa di essere arrivato al termine della sua vita terrena, fortunato perché è stata in buona parte ciò che desiderava che fosse.
Saggezza da leggere.

sabato 13 gennaio 2018

Ubik

Ubik

My rating: 5 of 5 stars

Ho cercato in questo romanzo le geometrie che ho riscontrato nei precedenti che ho letto dell'autore:
Qui mi è più difficile individuale linearità, mentre il modello matematico che mi appare davanti è quello dell'insiemistica, dove i diagrammi di Venn si formano e si disfano con successive intersecazioni che disegnano scenari sempre più complessi. Chi sta dentro, chi sta fuori che poi, rientra sotto altra forma e, a volte, il tutto si rovescia, (le mie 5 stelline corrispondono a questi fantasiosi intrecci).
Il contenuto è abbastanza pesante, distopico all'ennesima potenza (non necessariamente proiettato al futuro, basti pensare ai rituali egizi): vita, semivita, morte. Queste sono le tre condizioni che fanno girare e interagire le frittelle.

C'è da annotare la "reclam" in testa ad ogni capitolo in cui Ubik è, di volta in volta, il prodotto da acquistare, ma da consumare secondo attenta prescrizione. L'autore viene incontro alla curiosità descrivendolo solo alla fine, ma lasciando ampi margini di interpretazione soggettiva, al di là dell'evidente significato di ubiquo.

Degli esercizi narrativi di Dick, "La svastica sul sole" è ancora quello che preferisco.

domenica 31 dicembre 2017

Un lupo nel cuore

Un lupo nel cuoreUn lupo nel cuore by Catia P. Bright
My rating: 4 of 5 stars

Faccio una premessa. E' il primo romanzo di questo genere che leggo, non sono infatti molto attratta dal fantasy. Le mie esperienze sono saltuarie e soprattutto cinematografiche.
Questo della Bright mi ha coinvolta perché denso di avvenimenti, ma in particolar modo per la capacità dell'autrice di sviscerare le situazioni emozionali dei protagonisti e per la caratterizzazione dei personaggi, tutti alle prese con i conflitti psicologici dell'epoca (Inghilterra, XIX secolo) e di conseguenza delle inevitabili ipocrisie.
Il romanzo è un mix equilibrato tra narrazione romantica ben ambientata anche nella scelta del linguaggio, eventi inaspettati, horror ed erotismo e, alla fine, lascia sospesa la possibilità di un sequel.

venerdì 15 dicembre 2017

La bambina fulminante

La bambina fulminante

My rating: 4 of 5 stars

Ogni tanto ci vuole qualcuno che ti racconti avvenimenti apparentemente sconclusionati e depistanti che, solo alla fine, diventano una storia coerente.
Il solito modo di Nori di raccontare alla maniera "scrivi come parli agli amici al bar" e rimani incantata, più dai processi mentali che portano all'inestricabile intreccio, che alla sequenzialità degli eventi. Alla fine, però, tutto risulta.
Piacevole, divertente come sempre.